Registro delle attività di trattamento (art. 30 GDPR): che cos’è e quali documenti legali deve mostrare il tuo sito
Se il tuo studio o la tua azienda tratta dati personali di clienti, dipendenti, fornitori o utenti di un sito web, il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) richiede qualcosa in più di un’informativa: ti chiede di poter dimostrare che cosa fai con quei dati. Uno degli strumenti centrali è il registro delle attività di trattamento dell’articolo 30.
Che cos’è il registro delle attività di trattamento
È un documento, cartaceo o elettronico, che descrive in modo ordinato tutti i trattamenti di dati personali svolti da un’organizzazione. Non va depositato presso alcuna autorità: è un documento interno che deve essere disponibile e aggiornato quando un’autorità di controllo, come il Garante per la protezione dei dati personali in Italia o l’AEPD in Spagna, lo richiede.
Devono tenerlo i titolari del trattamento e, con un contenuto proprio, anche i responsabili del trattamento (art. 30, par. 2). In Spagna, la legge organica 3/2018 (LOPDGDD) completa il quadro.
E se ho meno di 250 dipendenti?
Il GDPR prevede una deroga per le organizzazioni con meno di 250 dipendenti, ma le sue condizioni la svuotano in gran parte di significato: non si applica se il trattamento può presentare un rischio per i diritti degli interessati, se non è occasionale o se include categorie particolari di dati o dati relativi a condanne penali e reati. Qualsiasi studio che gestisca abitualmente paghe, fascicoli dei clienti o una rubrica di contatti rientra nell’obbligo.
Che cosa deve contenere, secondo l’articolo 30, paragrafo 1
- Il nome e i dati di contatto del titolare (e, se del caso, del contitolare, del rappresentante e del responsabile della protezione dei dati).
- Le finalità del trattamento.
- Una descrizione delle categorie di interessati e di dati personali.
- Le categorie di destinatari, compresi quelli di paesi terzi o organizzazioni internazionali.
- I trasferimenti internazionali e le garanzie applicate, se del caso.
- Ove possibile, i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati.
- Una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative (art. 32, par. 1).
Come predisporlo, passo per passo
- Fai l’inventario dei trattamenti. Percorri ogni area (clienti, risorse umane, fatturazione, marketing, sito web) e annota quali dati si raccolgono e perché.
- Individua la base giuridica di ciascuno (contratto, obbligo legale, legittimo interesse, consenso…). Non è un campo obbligatorio dell’art. 30, ma ti servirà per l’informativa sulla privacy.
- Elenca i terzi: commercialisti, fornitori di hosting, strumenti di posta o di analisi. Con chi agisce come responsabile serve il contratto dell’articolo 28.
- Definisci i tempi di conservazione coerenti con gli obblighi di legge applicabili alla tua attività.
- Descrivi le misure di sicurezza in termini generali: controllo degli accessi, backup, cifratura, formazione del personale.
- Assegna un responsabile dell’aggiornamento e prevedi una revisione periodica, oltre a una ogni volta che cambia un trattamento.
I documenti legali che il tuo sito deve mostrare
Il registro è interno, ma da esso discendono i testi pubblici del tuo sito. Come minimo, rivedi questi:
- Note legali: i dati identificativi del prestatore richiesti per i servizi della società dell’informazione (in Spagna la legge 34/2002, LSSI-CE; in Italia il d.lgs. 70/2003).
- Informativa sulla privacy: le informazioni degli articoli 13 e 14 del GDPR (identità, finalità, base giuridica, destinatari, trasferimenti, conservazione, diritti e diritto di reclamo all’autorità).
- Cookie policy: necessaria se usi cookie o tecnologie simili non esentati, con il consenso richiesto.
- Condizioni di vendita, se vendi prodotti o servizi online.
Errori frequenti
- Copiare il registro di un’altra azienda senza adattarlo ai tuoi trattamenti reali.
- Redigerlo una volta e non aggiornarlo mai: un registro che non riflette la realtà non dimostra nulla.
- Un’informativa che dice cose diverse dal registro.
- Dimenticare i trattamenti “invisibili”: videosorveglianza, canale di segnalazione, moduli di contatto o strumenti di analisi.
Mantenere tutto coerente
Il rischio maggiore non è non avere un registro, ma che ogni testo racconti una storia diversa. Centralizzare i documenti legali, versionarli e servirli da un unico punto — ciò che fa una piattaforma come LegalCloud — aiuta a far dire le stesse cose a sito, informativa e registro e conserva lo storico delle modifiche.
Puoi consultare il testo integrale del regolamento su EUR-Lex e le guide e i modelli dell’AEPD su aepd.es. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale sul tuo caso specifico.